Stiamo proseguendo il percorso di formazione dedicato alle educatrici: un investimento concreto che mira a rendere più efficaci i servizi, più solido il lavoro quotidiano e più coerente la risposta ai bisogni delle persone accompagnate.
In una nuova giornata di aula e pratica, le educatrici hanno lavorato con Simona Murolo, approfondendo strumenti e tecniche da portare subito nei contesti educativi. L’idea di fondo è semplice: fare bene non basta, perché fare l’educatore è un mestiere che richiede studio, confronto e aggiornamento.
Quando si parla di formazione si pensa spesso a un pacchetto di contenuti in più, da sommare a ciò che si sa già. Qui la prospettiva è diversa: la formazione serve a consolidare e, laddove possibile dare una direzione.
Significa rileggere situazioni note con uno sguardo più competente, scegliere con maggiore consapevolezza le parole, i tempi, le mediazioni. In altre parole: non si tratta di “fare di più”, ma di fare meglio, con metodo.

Strumenti e tecniche: dal “sapere” al “saper fare”
Nelle giornate di formazione le educatrici stanno apprendendo strumenti e tecniche per migliorare il lavoro quotidiano. Questo passaggio dal sapere teorico al saper fare non avviene per magia: richiede allenamento, confronto e una certa disciplina del pensiero.
Quando un’équipe lavora così, cresce anche la capacità di leggere i comportamenti senza ridurli a etichette, di progettare interventi realistici e di gestire la complessità senza semplificazioni.
C’è una frase che sintetizza bene lo spirito del percorso: va bene fare bene i servizi, ma si può sempre migliorare. In un settore come il nostro, dove la relazione è parte dell’intervento, migliorare significa anche curare i dettagli: la qualità della comunicazione, la chiarezza degli obiettivi, la tenuta dei confini, la gestione dei momenti critici.
Questo approccio evita due rischi opposti: l’autocompiacimento (che blocca) e la rincorsa ansiosa alla novità (che confonde). La formazione, se fatta bene, tiene insieme ambizione e misura.
Dire “le educatrici si formano” è corretto, ma incompleto. La formazione, per essere efficace, ha bisogno di un contesto che la renda praticabile: tempi, spazi, riconoscimento, confronto tra pari.
E nella nostra cooperativa il percorso formativo si innesta su una cultura del lavoro che non separa la relazione dalla competenza. È un punto cruciale: l’empatia, da sola, non basta; la tecnica, da sola, non regge. Serve un equilibrio che si costruisce con studio e pratica.
