Sono arrivati, e sono già pronti a passare di mano in mano: i libri raccolti grazie all’iniziativa Io Leggo Perché sono a disposizione dei bambini alla Scuola dell’Infanzia Città Domani. Questo è un grande risultato di un gesto collettivo: persone della nostra comunità hanno scelto un libro, lo hanno acquistato e lo hanno donato, trasformando un’azione semplice in una piccola infrastruttura culturale a misura di bambini.
Noi non possiamo che dire grazie, con la chiarezza che merita ciò che funziona: grazie a chi ha partecipato e grazie a Io Leggo Perché per aver costruito, anno dopo anno, un ponte tra comunità e scuola.
La gratitudine, quando riguarda l’educazione, non è mai solo una formula. È un impegno: custodire e usare bene ciò che è stato donato. Perché i libri, nella scuola dell’infanzia, non sono soltanto “materiale”: sono strumenti di linguaggio, relazione, immaginazione; esercizi di attenzione; occasioni per dare un nome alle cose e, a volte, anche a ciò che non ha ancora un nome.
Ringraziamo quindi tutte le persone che hanno aderito alla campagna e hanno reso possibile ampliare la biblioteca a disposizione dei bambini. Ogni volume aggiunto non è un numero in più: è una possibilità in più.
Libri in bella vista: la curiosità come prima porta
Questa mattina i libri sono stati sistemati all’ingresso, in bella vista. Non per fare scena, ma per dichiarare un’intenzione educativa: i libri non si nascondono, non si mettono “in alto”, non si proteggono dal desiderio. Si offrono allo sguardo, perché la curiosità è spesso il primo atto di lettura.
I bambini si sono avvicinati, hanno visto e riconosciuto i loro personaggi preferiti, hanno preso alcuni libri e ci hanno chiesto: “Me lo leggi?”. Questa è stata la vittoria più grande di tutta l’iniziativa.

Le prime scelte: emozioni, nonni e un bassotto di nome Otto
Tra i titoli arrivati, alcuni hanno già trovato le prime preferenze: c’è chi ha indicato Il Mostro delle Emozioni, chi si è soffermato sulle Storie dei Nonni, chi ha scelto Otto il Bassotto. Tre direzioni diverse, tutte preziose: il mondo interiore, la memoria familiare, l’avventura. Tre modi di crescere che, nella pratica educativa, non si escludono: si intrecciano.
Perché una biblioteca a scuola cambia la giornata (e non solo)
Avere libri disponibili “in qualsiasi momento” non è un dettaglio organizzativo, ma un’idea ben precisa di come vogliamo che sia la nostra scuola. Significa che la lettura non resta confinata a un’ora stabilita, ma può diventare:
- una pausa creativa;
- un rito che accompagna alcuni passaggi della giornata;
- un laboratorio di parole per chi sta imparando a raccontarsi;
- un viaggio condiviso, senza muoversi dalla classe.
In questa prospettiva, il libro non è premio né compito. È presenza: una compagnia discreta che allena l’ascolto e invita a fare domande. E quando i bambini imparano che le domande sono benvenute, imparano anche che la conoscenza non è una recita: è una pratica.
Leggere insieme: un gesto sociale, prima che scolastico
“Io leggo perché” è un titolo che contiene già una dichiarazione. Non dice soltanto “io leggo”, ma aggiunge una causa, una motivazione, una direzione. La lettura, qui, non è un fatto privato: diventa un gesto sociale. Chi dona un libro a una scuola afferma, nei fatti, che l’educazione riguarda tutti.
Per questo ringraziamo Io Leggo Perché: per la qualità dell’idea e per la sua efficacia. Le iniziative migliori non sostituiscono le istituzioni: le rafforzano, perché attivano partecipazione e fiducia.
Cosa succede adesso: libri vivi, non libri esposti
I libri arrivati non resteranno “nuovi” a lungo, e questa è la notizia migliore. Verranno sfogliati, riletti, commentati. Faranno nascere conversazioni. Entreranno nelle routine e nelle attività. E sì: si consumeranno. L’usura, quando è prodotta dalla lettura, è una forma di successo.
