Parlare di immigrazione oggi richiede attenzione, competenza e responsabilità. Nei giorni scorsi, a Spoleto, una serata pubblica ha provato a farlo scegliendo il linguaggio del cinema e del dialogo, mettendo al centro l’integrazione socio-lavorativa come tema chiave per la coesione delle comunità.
L’incontro ha ruotato attorno alla proiezione del docufilm Partire e Ripartire, seguita da un talk aperto alla cittadinanza, che ha coinvolto organizzazioni ed esperti impegnati sul territorio.
Partire e Ripartire: storie che parlano al presente
Il docufilm Partire e Ripartire racconta il percorso di alcune donne che hanno dovuto lasciare il proprio paese e ricominciare da zero. Non un racconto emergenziale, ma una narrazione che mette in luce il valore del lavoro come strumento di autonomia, riconoscimento e partecipazione sociale.
Le storie restituiscono la complessità dello sradicamento e, insieme, la possibilità di costruire nuovi equilibri attraverso relazioni, competenze e opportunità concrete.

Il confronto pubblico: reti, esperienze, prospettive
Alla proiezione è seguito un momento di dialogo che ha arricchito il racconto cinematografico con riflessioni e pratiche. Hanno portato il loro contributo realtà come la Fattoria Sociale, Confcooperative Umbria e la Caritas Diocesana Spoleto-Norcia, insieme agli interventi di Valter Puliti e Moussa Doumbia.
Il dibattito ha evidenziato un punto condiviso: l’integrazione non è un processo automatico, ma il risultato di scelte, politiche e servizi capaci di creare contesti favorevoli all’incontro.
Integrazione socio-lavorativa come responsabilità comune
Il lavoro è emerso come spazio centrale di inclusione, ma anche come terreno che richiede accompagnamento, fiducia e collaborazione tra soggetti diversi. Per noi questo significa continuare a investire in percorsi che mettano al centro le persone e rafforzino il legame tra servizi e comunità.
Cultura e territorio: costruire consapevolezza
L’evento, realizzato anche grazie al contributo di Legacoop Umbria e di numerosi partner, ha mostrato come il lavoro di rete possa generare spazi di confronto autentico. Il cinema, in questo contesto, si è rivelato uno strumento efficace per affrontare temi complessi senza semplificazioni.
Raccontare questa esperienza significa ribadire una visione: l’inclusione è una pratica quotidiana che passa dal dialogo, dalla cultura e dalla capacità di costruire comunità consapevoli.
