Si è conclusa la XXX edizione del Premio Nickelodeon per il Cortometraggio Sociale, lasciando un’eredità fatta di riflessioni, ascolto e un coinvolgimento collettivo di tutti i presenti. Due giorni intensi (il 27 e 28 novembre 2025) durante i quali cinema e impegno civile si sono intrecciati ancora una volta grazie alla Cooperativa Sociale Il Cerchio, organizzatrice storica dell’iniziativa.

Una kermesse che rinnova il senso del cinema sociale

L’apertura della rassegna ha avuto un momento di forte impatto: la proiezione del documentario È stato morto un ragazzo di Filippo Vendemmiati, presentato nel ventennale della morte di Federico Aldrovandi.
La presenza del regista, insieme al critico cinematografico Jacopo Fioretti, ha trasformato la serata in un dialogo aperto sulla responsabilità pubblica e sulla funzione del cinema come strumento di testimonianza.

Premi e riconoscimenti: quando i cortometraggi diventano spazi di verità

La cerimonia del 28 novembre ha visto Disonorate, di Vincenzo Caricari, aggiudicarsi il Premio Giuria di Qualità “Città di Spoleto”. Intorno a questa vittoria si è raccolta una selezione eterogenea di opere finalisti, capaci di narrate fragilità, tensioni generazionali, solitudini, slanci inattesi:

  • Ragazzi nostri – Enrico Francese
  • Falso Profilo – Marco Rota e Ivan Adami
  • L’invisibile – Francesco Maglioccola
  • Diretta – Paolo Borraccetti
  • La panchina – Scuola di Cinema ZuccherArte
  • Trash New World – Alice Sottani
  • Dalia – Lorenzo Piscopiello
  • Scarpe – Giuseppe Piscino

Oltre ai premi della giuria tecnica, altri riconoscimenti hanno messo in luce la pluralità degli sguardi:

Premi speciali

  • Giuria dei Giovani + Premio “In Cammino”La panchina
  • Premio “Corto d’evasione”Dalia
  • Premio del PubblicoL’invisibile

Queste scelte raccontano non solo la qualità dei corti, ma anche la capacità del Premio di coinvolgere attivamente studenti, persone detenute e giovani rifugiati, trasformando l’iniziativa in un’esperienza partecipata dalla comunità nella sua interezza.

Una comunità che si riconosce nel cinema e lo sostiene

Il carattere sociale del Nickelodeon emerge soprattutto attraverso la rete di collaborazioni che rende possibile la manifestazione ogni anno.
Sono intervenuti:

  • Serenella Banconi, Presidente della Cooperativa Il Cerchio
  • Sabrina Galanti, educatrice presso la Casa di Reclusione di Spoleto
  • Roberto Rapastella, autore e membro della Giuria di Qualità
  • Rappresentanti della Giuria dei Giovani e dei giovani rifugiati richiedenti asilo.

Le scuole

Oltre 570 studenti di istituti secondari del territorio hanno partecipato alla Giuria dei Giovani, contribuendo con uno sguardo fresco e libero alle valutazioni.

La Casa di Reclusione

Quaranta persone detenute hanno composto la giuria del Premio “Corto d’evasione”, dimostrando come il cinema possa diventare un ponte tra condizioni di vita diverse.

La rete SAI

Venti giovani rifugiati hanno contribuito al Premio “In Cammino”, confermando la vocazione inclusiva del progetto.

Il lavoro de L’Isola che c’è

Un ruolo speciale hanno avuto i ragazzi e gli operatori del Centro Diurno L’Isola che c’è, autori dei trofei consegnati ai finalisti: un gesto simbolico che riafferma il valore sociale dell’arte quando nasce da mani speciali capaci di costruire legami indissolubili.

Le istituzioni

Il Comune di Spoleto, attraverso patrocinio e sostegno, e Banco Desio, partner consolidato della manifestazione, hanno contribuito a consolidare la portata culturale dell’evento.

Un ringraziamento e una promessa

Un grazie va ai 54 autori che hanno partecipato a questa edizione e che, con le loro opere, hanno alimentato un dibattito mai scontato su ciò che attraversa la nostra società.

La Cooperativa Sociale Il Cerchio e lo Staff del Premio Nickelodeon danno appuntamento al 2026, per l’edizione n. XXXI, con l’impegno di continuare a costruire un luogo in cui il cinema non osserva soltanto: interroga, restituisce, connette.

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